Amo molto leggere e spesso invito i clienti che stanno seguendo un percorso individuale spontaneo con me a leggere libri che sono in sintonia con il loro cammino di vita o che potrebbero essere per loro fonte d'ispirazione.

Qui invece trovi una piccola raccolta di testi che, di tanto in tanto, propongo ai miei lettori sugli account Instagram e Facebook.

Spero che possano essere fonte d'ispirazione anche per te!

Buona lettura!

 

Conosco le difficoltà e lo scetticismo che si possono incontrare quando si parla di "anima" e di "fare anima".

Per questo motivo, desidero proporti la lettura di un testo che, all'inizio della mia formazione come naturopata, ha contribuito ad ampliare i miei orizzonti e a farmi abbracciare la strada dell'anima.

  • Caprioglio, Vittorio, La via dell'anima, Milano, Edizioni Riza, 2012.

Eccone un breve estratto proveniente dalle prime pagine.

"Ragionare" come l'anima significa togliere ogni giorno dal proprio sguardo il pensiero comune per affidarsi all'originale. "Qualcosa dentro di me sta producendo l'essere che sono": queste sono le parole da non scordare mai.

La malattia di quest'epoca, così cerebrale, è la perdita dello sguardo delle origini, dove siamo una cosa sola con il cosmo.

Ciascuno di noi è il frutto visibile di un principio creativo, di una fonte inesauribile.


Diamo molta importanza ad uno stile di alimentazione sano. Ciò che vale per il corpo, vale anche per l'anima.

L'anima ha bisogno di nutrimento di qualità, di incontrare l'ispirazione nel contatto con il mondo e con gli altri.

Italo Calvino è sempre stato per me fonte di ispirazione e spero che possa esserlo anche per te.

Di tanti testi che potrei citare, tralascio i più noti perché probabilmente li hai già letti e scelgo invece di concentrarmi su due piccoli, preziosi volumi:

  • Le città invisibili
  • Le Cosmicomiche*

*Di questo testo esiste anche la versione più corposa "Tutte le Cosmicomiche"

In "Le città invisibili" scoprirai uno sguardo diverso sulla realtà. Le città hanno nomi di donna e sono descritte nelle sfumature della loro personalità. Fanno da cornice i dialoghi tra Marco Polo e Kublai Kan.

In "Le Cosmicomiche" lo straniamento dello sguardo ti porterà a vedere l'universo e l'evoluzione attraverso nuovi occhi e prospettive.

Molti grandi libri di crescita personale sono testi che non si propongono come tali.

L'opera di Calvino, secondo il mio sentire, è tra queste.

Ecco un breve estratto proveniente da una delle Città Invisibili che mi sta maggiormente a cuore:

"La città per chi passa senza entrarci è una, e un'altra per chi ne è preso e non ne esce; una è la città in cui si arriva la prima volta, un'altra quella che si lascia per non tornare; ognuna merita un nome diverso".


Ci sono libri che si leggono una sola volta e altri che ci accompagnano così da vicino e per così tanto tempo da poterne notare il vissuto sulle copertine gualcite, le pagine spiegazzate, le gocce d'acqua inavvertitamente cadute.

Questa è un po' la storia del libro di cui voglio parlarti oggi.

  • Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés

Non ti dirò che è un libro semplice. Non lo è.

È denso, travolgente.

Porta con sé la saggezza della tradizione orale nella narrazione e nella trasmissione della conoscenza.

Sono passati più di 15 anni da quando l'ho letto.

Ancora oggi questo libro è per me un punto di riferimento. Ancora oggi ringrazio la dolce donna che me lo lesse la prima volta.

E oggi scelgo di donarlo a te.

Le ultime pagine sono meravigliose. Valgono l'impegno di tutta la lettura. Ma niente spoiler, non preoccuparti.

Ecco un estratto che vuole essere trascritto qui:

“C’è un tempo umano e c’è un tempo selvaggio. Da piccola, lassù nei boschi del Nord, prima di apprendere che quattro sono le stagioni dell’anno, credevo fossero decine: il tempo del temporale notturno, il tempo dei fulmini, il tempo dei falò nei boschi, il tempo del sangue sulla neve, il tempo degli alberi ricoperti di ghiaccio, degli alberi ricurvi, urlanti, luccicanti, con le cime ondeggianti, pronti a lasciar cadere i loro frutti […]
Queste stagioni erano come visitatori importanti e sacri, che inviavano i loro speciali messaggeri: pigne aperte, pigne chiuse, l’odore delle foglie marcite, il sentore della pioggia, l’odore dei capelli crepitanti, lisci, cespugliosi, porte socchiuse, porte chiuse ermeticamente, porte che non si sarebbero chiuse mai […] Anche la nostra pelle aveva i suoi cicli: inaridita, umida di sudore, ruvida, bruciata dal sole, morbida.
Anche la psiche e l’anima delle donne hanno i loro cicli e le loro stagioni di attività e solitudine, di fretta e di stasi, di coinvolgimento e allontanamento, di ricerca e riposo, di creazione e incubazione, di partecipazione e ritorno al posto dell’anima.”